Raccontare storie è fondamentale. Ma perché?
Le storie, un mezzo a lungo considerato lucrativo e decorativo, costituiscono in realtà la pura essenza di qualsiasi tradizione. Sono passato, presente e futuro.
Danno forma alla realtà, la rendono più piacevole, spiacevole o spudoratamente oggettiva. La differenza la fa il narratore, il messaggio che vuole veicolare e gli spettatori che ha davanti.
Per questo motivo, lo storytelling è quel filo sottile e resistente capace di creare connessioni invisibili ma percettibili tra le persone. Creare memoria.
I ricordi, se ci pensiamo, sono fatti di storie. Queste storie non sono fatte solo di parole ma anche di sensi, profumi e panorami che ci aiutano a costruire una memoria emotiva.
Ma le parole si occupano di tenere questa memoria viva nel tempo e a volte, se sono scritte bene, si scolpiscono nel nostro immaginario e diventano immortali.
La cultura dopotutto è un insieme di storie compromesse, corrotte, recuperate, interrotte e reinventate da molti narratori, ma in ogni caso raccontate fino a permeare la superficie del tempo.
Anche ognuno di noi è di fatto una storia a sé e per la nostra innata natura di raccontare noi stessi e ciò in cui crediamo, siamo tutti definibili come Storyteller.
Capito questo, diventiamo coscienti di poter costruire qualsiasi inizio, finale e svolgimento noi desideriamo per noi stessi.
E saper maneggiare questa competenza è diventato un mezzo creativo per trasmettere agli altri la nostra indole più preponderante, la nostra vocazione e i nostri sogni.


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